Preferisco rispondere a Ernesto Galli della Loggia con le parole di uno studente: “Siamo nel 2018, queste idee giurassiche se applicate ci terrebbero nell’antichità, avvinghiati ad un’utopia (o distopia?) in cui i ragazzi, secondo il pensiero del giornalista, dovrebbero eseguire ordini come marionette.”. Un intellettuale, tanto più se ascoltato, non può lanciare sassi di questo tipo nello stagno, accontentando la pancia dei più…
Vi sono al contrario esempi, come quello finlandese, che dimostrano come gli spazi e gli orari scolastici siano determinanti per realizzare la personalizzazione del curricolo, basata su attività svolte in prima persona e in gran parte cooperativamente dallo studente, attività che non sono uguali per tutti. La ricerca finlandese dice che la disposizione a isole dove i ragazzi possono lavorare a gruppi di tre o quattro migliora fino al 50% l’apprendimento nelle discussioni di gruppo e fino all’80% quando si tratta di studenti che fanno tutoring ai propri compagni. Poster e tabelloni che possono essere affissi ai muri incoraggiano i ragazzi a visualizzare ciò che hanno completato e immaginare i prossimi passi e incrementano la motivazione perché aumentano il senso della propria capacità di realizzazione e di conseguenza la produttività generale. Uguali devono essere i saperi essenziali e le competenze cui si correlano, non le singole conoscenze e abilità, che lo studente può si acquisire anche personalmente attraverso ricerche e approfondimenti personali. Inoltre queste modalità aperte e cooperative accrescono le competenze di cittadinanza dello studente, alimentando un rispetto delle regole che, per citare nuovamente la voce dello studente riportata all’inizio, non è “da soldatini” ma nasce dalla responsabilità personale e dal piacere di cooperare con gli altri all’interno di attività motivanti.

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