Gli strumenti per la didattica – compiti significativi e UdA nell’organizzazione del percorso formativo curricolare

Che cos’è l’Unità di Apprendimento? Come si colloca nel percorso formativo progettato?

Il contributo che segue, tratto e adattato dal volume Una rete per le competenze, Report finale delle attività dei progetti FSE 1758/2009 realizzati) offre un contributo per comprenderlo.

(ultrima revisione dell’8 marzo 2014-M.R.Zanchin)

L’Unità di Apprendimento (UdA) è “un pezzo” del percorso formativo (o curricolo).

Sviluppa un argomento o meglio un campo di apprendimento, preferibilmente  integrato, cioè affrontato da più discipline e insegnanti, con l’apporto di più punti di vista.

Il punto di partenza – e di arrivo – è un prodotto che gli allievi sono chiamati a realizzare, mobilitando così una serie di conoscenze (saperi)  a abilità (saper fare) e maturando gradualmente le competenze previste dai docenti che la progettano.

I risultati attesi (conoscenze, abilità, competenze)  vengono attinti in fase di progettazione  dalle relative rubriche e sono riportati in forma più essenziale nella certificazione delle competenze.


In parte le conoscenze e abilità mobilitate dal compito sono previste come prerequisiti, in parte verranno sviluppate grazie alle richieste del compito stesso, che pone per sua natura gli allievi nella condizione di affrontare situazioni nuove.

Il percorso  è organizzato in una serie di esperienze di apprendimento diverse, che superano la logica lezione/esercizio/interrogazione, dando spazio al laboratorio, alla ricerca personale, alle attività di gruppo, alle esperienze extrascolastiche anche con l’apporto di esperti esterni.

In un anno scolastico attraverso la realizzazione di alcune UdA si vanno man mano a coprire tutti  i risultati attesi previsti dalla certificazione delle competenze, rendendo possibile una compilazione non formalistica di tale documento. L’UdA infatti  indica le evidenze valutative utili per dichiarare sia in corso d’anno che alla fine se una determinata competenza è stata raggiunta o è in via di acquisizione.

La valutazione avviene in un contesto definito autentico in quanto mette l’allievo nella condizione di fare qualcosa con quello che sa all’interno di compiti veri o verosimili.

Nella prospettiva della “scuola per persone competenti”, nella quale l’approccio per UdA si inscrive, lo studente viene considerato comunque e sempre persona desiderosa di apprendere e di coinvolgersi in compiti socialmente significativi.

L’ambiente dinamico dell’UdA  comporta molti valori aggiunti: profondità e allargamento delle conoscenze, coinvolgimento riflessivo dell’allievo, spazio ai modi diversi di apprendere, acquisizione di conoscenze e abilità basilari per tutti quanto di competenze personalizzate, valutazione in itinere, con evidente risparmio di tempo e di energie da parte degli insegnanti  e del consiglio di classe anche alla fine dell’anno.

Come si evince, l’UdA è uno degli strumenti di un sistema didattico e valutativo tra loro collegati: le rubriche dei risultati attesi, le griglie (o rubriche valutative), gli strumenti di valutazione qualitativi (prove esperte per l’accertamento della competenza, griglie di autovalutazione degli allievi), gli strumenti di valutazione quantitativi (item, esercizi…), il dossier dello studente, la certificazione delle competenze.

Format dell’UdA

È una struttura per la progettazione di base dell’Unità di Apprendimento.

Il format che si propone è quello elaborato dalla Rete Veneta per le Competenze (RVC) nel progetto del Fondo Sociale Europeo 1758 “Azioni di sistema per la realizzazione di strumenti operativi a supporto dei processi di riconoscimento, validazione e certificazione delle competenze” documentato nel sito Piazza delle competenze , dove è reperibile anche il  file contente il format vuoto dell’UdA, utile per essere compilato.

Pubblichiamo  anche qui tale format per una più rapida consultazione:

seguire uno schema come questo favorisce la condivisione tra più attori perchè esplicita e rende leggibili  criteri e atti impliciti nella mente del professionista insegnante. Non deve diventare una costrizione o un appesantimento burocratico, ma ispirare un’unità di intenti da calare poi nella pratica didattica con flessibilità interpretativa e creatività.

Ne descriviamo nelle righe che seguono le sezioni, alla luce di quanto realizzato nel progetto 1758/FSE:

a) schema dell’UdA
b) consegna agli studenti
c) piano di lavoro
d) schema della relazione individuale dello studente
e) griglia di valutazione

       a) Schema dell’UdA

Nello schema introduttivo dell’UdA, dopo la denominazione e l’indicazione del prodotto   che ci si attende gli allievi realizzeranno, è sempre citato il riferimento a più di una competenza chiave di cittadinanza europea, con le relative competenze delle aree / assi disciplinari. Inoltre, nel caso del triennio della scuola secondaria di secondo grado, sono indicate eventuali competenze di tipo professionale coinvolte da quell’UdA specifica. Le competenze si possono trarre dalle rubriche dei risultati attesi, che a loro volta sono state elaborate a partire dai testi nazionali. Esempi di queste rubriche sono contenute in Piazza delle competenze:

per il primo ciclo di istruzione in www.piazzadellecompetenze.net/index.php?title=La_PIAZZA

per il secondo ciclo di istruzione in www.piazzadellecompetenze.net/index.php?title=I_Progetti_FSE_per_la_descrizione,_valutazione_e_certificazione_delle_competenze

Ma vediamo l’insieme delle voci contenute nello schema dell’UdA, oltre alle prime tre già considerate:
- Denominazione
- Prodotto
- Competenze mirate: comuni/cittadinanza e professionali
- Abilità e conoscenze
- Utenti destinatari
- Prerequisiti
- Fase di realizzazione
- Tempi
- Esperienze attivate
- Metodologia
- Risorse umane interne/esterne
- Strumenti- Valutazione

Dopo lo schema dell’UdA seguono altre sezioni che sono consigliate anche se non indispensabili. Certamente non possono mancare il momento della consegna agli studenti, realizzata in forme diverse a seconda dell’età degli allievi e la griglia di valutazione (o rubrica valutativa).

       b) Consegna agli studenti

Deve essere formulata ponendosi dal loro punto di vista, utilizzando un linguaggio accessibile, semplice e concreto per offrire loro tutte le informazioni necessarie affinchè si attivino realizzando il prodotto previsto: che cosa si chiede loro di fare, per quali apprendimenti è utile, i tempi, le risorse materiali e umane a disposizione, i criteri di valutazione, il ruolo, il peso dell’UdA rispetto al voto di ciascuna disciplina coinvolta, il collegamento dell’UdA con altre e il suo rilievo rispetto ai risultati di apprendimento previsti.
Per gli allievi del primo ciclo, la consegna va riformulata con un numero minore di voci e, quanto più sono piccoli, va gestita in forma soltanto orale e coinvolgente.

c) Piano di lavoro

Richiede di indicare in primo luogo il nome del docente coordinatore e dei docenti collaboratori. È costituito da una tabella che specifica le fasi con maggiore dettaglio rispetto allo schema iniziale e indica per ogni attività, strumenti, esiti, tempi, valutazione.

La maggioranza delle UdA inizia con la fase di presentazione agli studenti della consegna sopra descritta, e procede poi – con ordine variato delle operazioni – con fasi come queste: l’organizzazione dei gruppi, l’informazione da parte dei docenti, la ricerca autonoma di informazioni, il laboratorio pratico, l’incontro con gli esperti esterni, l’elaborazione graduale del prodotto in tinere, la riflessione-ricostruzione, l’elaborazione finale del prodotto, la comunicazione e presentazione all’esterno del medesimo. L’importante è realizzare percorsi graduali e variegati nelle esperienze, che favoriscano la mobilitazione delle conoscenze (possedute precedentemente, ricevute in fase informativa, non ancora possedute e da acquisire tramite il laboratorio e la ricerca). Anche a tale scopo, il percorso dell’UdA va  predisposto per favorire la contestualizzazione delle conoscenze e il loro trasferimento e uso in situazioni nuove, anche attraverso le esperienze extrascolastiche.
Alla tabella delle fasi segue un diagramma di Gantt che calendarizza e quantifica le azioni, dando un ritmo e un organizzazione di lavoro ai docenti coinvolti.

       d) Schema della relazione individuale dello studente (o diario di bordo)

Si tratta di una traccia da consegnare agli studenti per guidarli nella ricostruzione della loro esperienza. Ovviamente può essere modificata e personalizzata nel contesto. Può essere integrata o sostituita da una griglia di autovalutazione.
Nè la relazione individuale/diario di bordo né la griglia autovalutativa possono sostituire l’efficacia del dialogo pedagogico tra il docente e i suoi allievi, svolto individualmente o in gruppo.

       e) Griglia di valutazione dell’UdA

È una griglia composta di evidenze/criteri valutativi delle competenze chiave mirate. Ciascuna evidenza è articolata su alcuni livelli (tre o quattro). Serve alla valutazione formativa in itinere in varie situazioni: lavori di gruppo e individuali, produzione di elaborati, prove di verifica, interrogazioni, discussioni, osservazioni sistematiche.
Va rielaborata per ogni UdA, di comune accordo del consiglio di classe /team docente, in modo che comprenda tutti i criteri rilevanti, tenuto conto della natura del compito, della varietà dei fattori in gioco (prodotti, processi, linguaggi…), delle evidenze previste dalle rubriche delle competenze mirate in termini di risultati attesi.
Nel corso del progetto 1758/FSE, è stata elaborata una griglia-esempio per la scuola secondaria di secondo grado. In un primo momento, la griglia organizzava le evidenze in base a sei ampie dimensioni trasversali dell’apprendimento: relazionale, affettiva e motivazione; sociale; pratica; cognitiva; della metacompetenza; del problem solving e in questa versione è stata pubblicata nelle Linee guida della RVC .
Nel corso della sperimentazione e attraverso il lavoro dei gruppi si è rilevato il bisogno da parte di molti di organizzare le evidenze valutative in base alle otto competenze chiave europee, in qualche modo sostituendole alle ampie dimensioni trasversali sopracitate, alle quali comunque sono assai vicine, dato che godono della medesima potenzialità trasversale (indicano gli atteggiamenti con i quali affrontare la realtà attraverso la conoscenza e mobilitano tutte le dimensioni della personalità). Si è proceduto pertanto a queste modifica. In una pagina dedicata di questo sito è pubblicato un esempio di rubrica-griglia di questo tipo relativa all’UdA “Noi per il bene comune. Un progetto per la partecipazione e la cittadinanza attiva”, per la classe seconda della scuola secondaria di secondo grado.
Un esempio di griglia-rubrica per il primo ciclo è presentata qui di seguito all’interno della prova esperta “Esperienze sul tempo”, per la classe quinta della scuola primaria. In essa le evidenze non appaiono però correlate alle competenze chiave.

Presentiamo un esempio di Unità di Apprendimento per la Scuola Primaria, relativa alla misura del tempo.

L’UdA è stata progettata secondo il modello della Rete Veneta Competenze, basato sul “compito prodotto” e sull’approccio multidisciplinare http://www.piazzadellecompetenze.net/index.php?title=Pagina_principale
ed è coerente con il curricolo per il primo ciclo di istruzione ivi presentato: http://www.piazzadellecompetenze.net/primoCicloIstruzione/CurricoloScuolaPrimaria_secondaria_11.0.pdf.

Il file che segue contiene esempi di item valutativi per l’UdA sulla misura del tempo, da proporre in itinere

e va considerato insieme al testo Storia degli strumenti per misurare il tempo perchè alcune domande di comprensione sono inerenti ad esso

Infine, proponiamo un esempio di “prova esperta”